uds:
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-fabio volo. è un paraculo, e non ha problemi ad ammettere di esserlo. ho letto un paio di suoi libri, e li trovo simpatici, nonostante il filtro tra quello che scrive e la sua vita sia praticamente nullo (quando ci ha infilato il fare il panettiere anche là volevo buttare il libro dal finestrino -ed ero all’aperto). non è alta letteratura, somiglia più al tizio simpatico che ti racconta la sua giornata al bar dopo due negroni, ma apprezzo la faccia tosta con cui ammette di non essere né uno scrittore, né un attore, né boh, quello che gli fanno fare. glielo fanno fare, gli piace, ci si impegna, beato lui. non lo trovo in malafede, ecco. ci sarebbe da fare un discorso su chi lo idolatra e sui numeri che muove, al limite. ma bon, non sarebbe interessante;
No proprio no:
“VA BENE, Volo scrive questi libri, se non ti piacciono non li comprare, no?
NO. perchè questa è arte degenere, e corrompe la società. saviano che scrive gomorra può piacere o non piacere, però alza il livello di guardia, può essere che magari nei giovani porti ad atteggiamenti meno omertosi, è già un grande risultato.
Invece fabio volo / jovanotti sobillano nelle donne un atteggiamento per cui a loro è tutto dovuto, quindi ok essere culone, ok avere 40 anni, ok pretendere di comportarsi ancora come delle bambine.
mentre la generazione dei 30enni di cui faccio parte annega tra precariato e scarsa natalità, fidanzati a casa dei genitori ecc., jovanotti e fabio volo invece di condannare la situazione se ne fanno cantori, drogano la realtà e la fanno apparire felice.”(via qui)
eh, ma questo è parte del discorso che non volevo fare su chi lo idolatra.
soltanto che qui lo vede come in malafede (lui e jovanotti sono sobillatori di immaturità femminile), mentre io lo considero un cazzone in buona fede che ha avuto parecchio culo a essere dov’è (ovunque, praticamente).
non che mi interessi fabio volo in sè (non è esattamente rilevante, nella mia vita, come personaggio e autore), ma non mi piace il concetto di base di quell’articolo.
continuo a credere che il problema sia di chi si fa incantare da quello che legge/ascolta/vede senza sviluppare il minimo senso critico. con questo atteggiamento leggere volo, gomorra o dostoevskij è uguale. è come quando i professori ti dicono che non vogliono che impari a memoria, ma capisci il ragionamento dietro. per cui hai quello che si indigna per gomorra ma non si fa fare la fattura.
il problema non è leggere volo, se si trova volo piacevole. il problema è leggere soltanto volo, parafrasando santa maradona, che è un film parecchio saggio.